Aerei: multe alle compagnie che chiedono costi extra per minori e disabili

Minori e disabili devono viaggiare vicino a genitori e accompagnatori senza costi aggiuntivi

Con un provvedimento dello scorso 16 luglio, l’Enac stabilisce che, sugli aerei, minori, disabili e persone con mobilità ridotta debbano viaggiare vicino a genitori e accompagnatori. Tutto ciò, senza l’onere di sostenere altre spese aggiuntive. La decisione dell’Ente prevede sanzioni da 10mila a 50mila euro per le compagnie che violano queste disposizioni.

Enac: in aereo, minori e disabili devono viaggiare con genitori e accompagnatori

Il provvedimento preso dall’Enac lo scorso 16 luglio stabilisce che ai genitori, in aereo, sia sempre consentito di sedersi accanto ai propri figli minori. Identica decisione anche in merito ai disabili e alle persone a ridotta mobilità: devono sedersi accanto ai familiari o accompagnatori. Inoltre, tale provvedimento è stato attuato d’urgenza per andare a regolarizzare procedure già in atto, soprattutto nelle compagnie low cost.

In effetti, tutto nasce dalla necessità di verificare l’ammissibilità di una pratica attualmente diffusa specialmente tra le compagnie economiche. Nello specifico, si tratta della richiesta del pagamento di una tariffa aggiuntiva per consentire ai genitori di sedersi accanto ai propri figli minori, e ai familiari di stare vicino a persone disabili e a ridotta mobilità. Inoltre, va detto che si tratta di una spesa a volte addirittura superiore al costo del biglietto.

Dunque, il provvedimento stabilisce che i bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni ed i disabili devono esser seduti nella medesima fila di sedili dei genitori, o comunque a non più di una fila di distanza dagli stessi. Perciò, dalla data di entrata in vigore del provvedimento, le somme supplementari già versate per l’assegnazione dei posti contigui sono rimborsabili sia per i viaggi effettuati che per quelli acquistati e non ancora effettuati. Infine, in caso di accertamento della violazione delle disposizioni, l’importo delle sanzioni sarà compreso tra 10.000 e 50.000 euro.

Paralimpiadi di Tokyo 2021: spedizione record

Per la prima volta le donne -61- superano il numero degli uomini -51-

L’edizione delle Paralimpiadi di Tokyo 2021 in programma dal 24 agosto al 5 settembre è, per l’Italia, da già da record. Infatti, gli atleti impegnati saranno 113: 61 donne e 51 uomini, dunque boom al femminile. I nostri atleti e le nostre atlete sono impegnati nelle competizioni di 16 delle 22 discipline previste.

Tokyo 2021: la compagine azzurra più numerosa della storia delle paralimpiadi.

Esse si terranno dal 24 agosto al 5 settembre prossimi. In effetti, rimandate da un anno a causa della pandemia da Coronavirus, sono le prime Olimpiadi e Paralimpiadi senza la presenza del pubblico. La speranza è che in questo anno particolare, i nostri atleti ci facciano vivere grandi emozioni, proprio come ha recentemente fatto la nazionale di calcio.

Comunque, per l’Italia, è già record: la delegazione azzurra vanta la compagine più numerosa dall’inizio della sua partecipazione ad una Paralimpiade. Infatti, la Giunta Nazionale del CIP ha sciolto le riserve, comunicando che saranno 113 gli atleti paralimpici italiani impegnati in 16 discipline. Nello specifico: atletica leggera, badminton, canoa, canottaggio, ciclismo, equitazione, judo, nuoto, scherma, sitting volley, tennistavolo, sollevamento pesi, taekwondo, tiro a segno, tiro con l’arco, triathlon.

Tra l’altro, quello del numero degli atleti non è il solo record: la delegazione, per la prima volta, conta una maggioranza di donne. Infatti, le atlete saranno 61, mentre gli atleti, 52; entrambi rappresentati dai due portabandiera: Bebe Vio (scherma) e Federico Morlacchi (nuoto).

Infine, se “L‘aumento esponenziale degli atleti che fanno parte della delegazione paralimpica significa allargamento della base”, queste paralimpiadi sono soprattutto il simbolo dell’attuale spinta all’inclusione e dell’importante cambiamento sociale che ne deriva.

Abbattimento barriere architettoniche: rientra nel superbonus 110%

Gli interventi mirati all’eliminazione delle barriere architettoniche fruiscono della detrazione del superbonus 110%

Le spese condominiali per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano nel superbonus 110%.

Ad esempio, nel caso della realizzazione di una piattaforma elevatrice per soggetti con ridotta capacità motoria, i condòmini possono usufruire dell’agevolazione. Questo, a prescindere dalla propria età e con la doppia possibilità di optare per la cessione o lo sconto sul corrispettivo.

Superbonus 110% per abbattere le barriere architettoniche anche in assenza di disabili residenti

Generalmente, quando si fa rifermento al superbonus 110% si pensa alla possibilità di potenziare l’efficientamento energetico della propria abitazione. Tuttavia, questa possibilità di detrazione fiscale al 110% riguarda anche le realizzazioni- installazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Allora, se si prende, per esempio, l’installazione di un elevatore-montacarichi, essa rientra nel superbonus?

Sì, perché la legge di bilancio 2021 prevede, tra gli elementi di maggior rilievo, qualsiasi strumento adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione. Questo, per favorire le persone portatrici di handicap in situazione di gravità proprio come i soggetti sopra i 65 anni. Comunque, vale la pena sottolineare che si tratta di interventi che devono presentare le caratteristiche tecniche previste dall’ apposito decreto ministeriale (del 14 giugno 1989, n. 236).

Infine, un solo requisito è necessario: questi interventi per superamento delle barriere architettoniche (“trainati”), devono essere eseguiti insieme agli interventi di risparmio energetico (“trainanti”).

Ciò significa che esiste un preciso arco temporale (quello della vigenza dell’agevolazione) per realizzare gli interventi “trainanti”, all’interno del quale devono necessariamente esser realizzati gli interventi “trainati”. Invece, circa il limite massimo di spesa per il Superbonus, la cifra è di 96.000euro

Disabili no limits festeggia 10 anni

Disabili No Limits festeggia 10 anni

La onlus fondata da Giusy Versace nel 2011 festeggia affiancando “Obiettivo Tricolore”

In occasione del decimo compleanno di Disabili No Limits, Giusy Versace ha deciso di affiancare la grande staffetta “Obiettivo Tricolore”. Infatti, la Onlus coinvolgerà numerose federazioni sportive e associazioni locali per far conoscere discipline paralimpiche e far provare nuove protesi e ausili sportivi. Infine, Giusy Versace e la Disabili No Limits saranno presenti nei villaggi sportivi delle tappe di Lecco, Parma, Bologna, Roma e Catania.

Cos’è e che cosa fa la Disabili no Limits in Italia

La Disabili no Limits è una Onlus fondata da Giusy Versace nel 2011 allo scopo di raccogliere fondi per i disabili. Più precisamente, si tratta di fondi da destinare all’acquisto di protesi e ausili per avvicinare allo sport persone con disabilità. Infatti, alla base c’è l’idea che lo sport sia una grande forma di riscatto e di terapia contro depressione e isolamento.

Così, da dieci anni a questa parte, la Disabili No Limits fornisce protesi da corsa di ultima generazione. Ed è così che 22 persone con disabilità ora praticano handbike, scherma, rugby, basket in carrozzina e si muovono con stampelle in titanio. Stampelle di cui, tra l’altro, si è recentemente molto parlato per via della partecipazione della ginnasta Giorgia Greco al programma Italia’s Got Talent.

«Festeggeremo i 10 anni della nostra onlus in giro per l’Italia, promuovendo lo sport paralimpico nelle piazze […]». Infatti, la Disabili No Limits si muoverà in parallelo alla grande staffetta di “Obiettivo Tricolore” e con Obiettivo3, società sportiva di Alex Zanardi. Infine, nelle piazze toccate si allestiranno villaggi dello sport per far avvicinare alla pratica il maggior numero di persone con disabilità.

Padova assume disabili

Padova: il comune assume 24 disabili

Per assumere personale diversamente abile, ora si passa per il Centro per l’impiego

L’amministrazione comunale di Padova assume 24 disabili: profili professionali di categoria B, per i quali è richiesta la scuola dell’obbligo. La mansione per chi conquisterà questo “posto fisso” può essere quella di guida museale (6 figure), esecutore amministrativo (5 figure) o bibliotecario (4 figure). Il processo di selezione questa volta avverrà attraverso Veneto Lavoro, ufficio di collocamento padovano specializzato nel settore.

A Padova, il posto fisso diventa realtà per 24 persone diversamente abili

Ai recenti concorsi non si era raggiunto il numero previsto per legge, perciò ora, per assumere, si decide di passare per l’ufficio di collocamento. Così, l’Amministrazione del Comune di Padova approva e poi presenta a Veneto Lavoro tre richieste di persone per profili professionali di categoria B. I profili ricercati sono di persone con scuola dell’obbligo; la copertura è per 6 guide museali, 5 esecutori amministrativi e 4 bibliotecari.

Qual è la procedura per la selezione? Innanzitutto, è necessario essere iscritti alle liste del Centro per l’impiego. Infatti, è Veneto Lavoro che manda i nomi al Comune, il quale, successivamente, avvia la selezione. Una volta superata la selezione, le persone scelte devono svolgere un tirocinio che è propedeutico all’assunzione.

“Le persone scelte avranno un contratto a tempo indeterminato” dichiara Francesca Benciolini, assessore alle risorse umane. “E -continua- proprio per [dare maggior visibilità possibile all’avviso] sono state avvertite tutte le associazioni e le realtà che quotidianamente sono a contatto con persone disabili”. Infine, entro luglio, il Comune pubblicherà su www.padovanet.it un avviso per 9 profili professionale di esecutore amministrativo, sempre di categoria B (in questo caso il Comune stesso raccoglierà le domande, svolgerà la selezione e, in ultimo, ne notificherà gli esiti al Centro per l’impiego per la verifica dei requisiti).

 

Strisce blu: parcheggio gratis per disabili?

I disabili possono parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu solo in alcuni comuni

Sul fronte della mobilità delle persone disabili con contrassegno auto disabili nelle ZTL si intravvedono buone notizie. Tuttavia, non si può affermare lo stesso per la situazione parcheggi, che sembra ancora in stallo. Infatti, UILDM e Cittadinanzattiva denunciano: sulla bozza del decreto legge Trasporti, manca l’annunciata gratuità della sosta sulle strisce blu per i veicoli dotati di apposito contrassegno europeo.

La gratuità del parcheggio per disabili dipende da una prassi discrezionalmente comunale.

La bozza del decreto legge Trasporti attualmente in circolazione sembra tradire le aspettative, lo denunciano a gran voce UILDM e Cittadinanzattiva. Infatti, in essa manca l’annunciata gratuità della sosta sulle strisce blu per i veicoli dotati di specifico contrassegno europeo. Dunque, rimanendo in stallo la situazione parcheggi, continua il noto peregrinare dei possessori del contrassegno disabili, alla ricerca di un posto auto.

Il problema riguarda la situazione in cui una persona disabile in possesso del contrassegno, non trovi posto negli appositi spazi “gialli”. Infatti, in questi casi, la soluzione è che la persona parcheggi gratuitamente sui posti a strisce blu, previa esposizione del contrassegno.

Tuttavia, ciò non è sempre realizzabile: in quanto prassi attuata discrezionalmente dai comuni, solo alcune città, paesi, centri urbani lo permettono.

Tra l’altro, questo implica che una persona si debba informare di volta in volta sul regolamento del singolo comune. Non solo: si tratta di una concreta disparità di trattamento -da città a città- subìta dalle persone con disabilità. Dunque, la modifica dell’art.9 della Bozza di decreto legge Trasporti dovrebbe rispondere ad una necessità concreta di molti, ma sembra fermarsi davanti ai modesti introiti di pochi (soprattutto comuni di località turistiche).

360 km per sostenere ragazzi autistici

Tour ciclistico nelle cantine di vini naturali per sostenere ragazzi autistici pasticceri

Extra Mile è un tour in biciletta di 360 km pensato per raccogliere fondi a favore di Addolciamo l’Autismo. Infatti, si tratta del laboratorio di pasticceria dove lavorano ragazzi e ragazze con autismo, supportato da ANGSA, con sede a Mogliano Veneto (Tv). L’obbiettivo è il raggiungimento di 3.600 euro per acquistare un banco vetrina refrigerato e 5 banchi da lavoro in acciaio.

Extra Mile raccoglie fondi attraverso un tour ciclabile delle cantine del Veneto

Una corsa in bici di 360 km lungo tre provincie del Veneto; tappa in 12 cantine produttrici di vino naturale. Questa è la realtà di Extra Mile: il tour pensato per raccogliere fondi in favore di Addolciamo l’Autismo. Infatti, il laboratorio veneto di pasticceria in cui lavorano ragazzi e ragazze con autismo necessita di strumenti specifici.

Da qui, l’obbiettivo: raggiungere 3.600 euro per l’acquisto di un banco vetrina refrigerato e 5 banchi da lavoro in acciaio. L’iniziativa, svolta il 26 e 27 giugno scorsi, è stata caratterizzata da un percorso ciclabile tra le provincie di Padova, Treviso e Vicenza. Il programma ha incluso la tappa presso le dodici cantine produttrici di vino naturale che sostengono questa raccolta fondi.

Aperta a tutti, l’iniziativa ha previsto numerose ricompense, come -ad esempio- dei biscotti artigianali prodotti dagli stessi ragazzi del laboratorio. Infine, dal tour avrà luogo alla creazione della “Giuda alle Cantine Naturali del Veneto”, anch’essa a scopo benefico. Comunque, è ancora possibile partecipare alla raccolta fondi attraverso una libera donazione, tramite il link:  https://sostieni.link/29146

Art4sport: cos’è e cosa fa

Art4sport promuove lo sport paralimpico per bambini e ragazzi portatori di protesi di arto

Nata nel 2009, Art4sport crede nello sport come terapia per il recupero fisico e psicologico nell’ambito della disabilità. Infatti, si tratta dell’Onlus ispirata alla storia di Bebe Vio, quindi rivolta a bambini e ragazzi portatori di protesi di arto. La sua missione è dunque andare a sopperire alle carenze del SSN nell’ambito dell’erogazione delle protesi ad uso sportivo.

Art4sport utilizza lo sport come terapia, promuove lo sport paralimpico e finanzia protesi sportive

L’Onlus Art4sport nasce nel 2009, dalla volontà di colmare le mancanze del Sistema Sanitario Nazionale in ambito sport per amputati. In effetti, l’anno prima, Teresa e Ruggero, fondatori e genitori di Bebe Vio, si scontrano con la meningite meningococca della figlia. Evento che, nonostante l’amputazione dei quattro arti, non le impedisce di tornare alla vita di prima.

Infatti, alla base della velocissima reazione della piccola Bebe c’è il suo desiderio scalpitante di tornare a praticare scherma. Ecco che l’associazione Art4sport rappresenta un punto di riferimento per Bebe, proprio come per altri ragazzi con la sua stessa necessità. In effetti, le sue missioni sono: utilizzare lo sport come terapia e promuovere la pratica dello sport paralimpico in Italia.

Inoltre, affinché ciò si possa realizzare, è necessario studiare, realizzare e finanziarie le costosissime protesi e le varie attrezzature. Quindi, Art4sport dedica molta attenzione anche alla modifica e sostituzione delle stesse protesi, affinché esse possano seguire la naturale crescita del ragazzo. Infine, dal 2010, l’Associazione organizza Giochi senza barriere: manifestazione sportiva “[il cui] scopo è far capire che siamo tutte persone diverse, completamente diverse, e che siamo tutti fichissimi” (Bebe Vio, Giochi senza Barriere, Roma, 2019).

Disabili: contrassegno unico per parcheggio riservato

Arriva la piattaforma informatica italiana per l’annunciato Contrassegno Unificato Disabili Europeo

Più libertà di movimento per chi già soffre di gravi limitazioni legate alle diverse disabilità da un lato, e semplificazione burocratica dall’altro. A questo mira la nuova piattaforma annunciata dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Così, per i disabili sarà possibile transitare nelle aree ZTL e nelle corsie con divieti e limitazioni, in tutte le città italiane.

Un data base per semplificare la mobilità nazionale delle persone con disabilità

Attualmente, nel territorio nazionale, sono molte le realtà stradali caratterizzate da ZTL o divieti e limitazioni precisi. Quindi, per le persone normalmente abili, si tratta di un semplice vincolo ad un parcheggio un po’ più lontano, più scomodo. Invece, per le persone disabili il problema è enormemente amplificato: come fare se magari si è da soli e con la sedia a rotelle?

A questo fine, nasce la piattaforma italiana unificata, valida per il territorio nazionale, che racchiude tutti i Contrassegni Unificati Disabili Europei. Dunque, da un lato questo data base è abilitato a facilitare la mobilità dei disabili portatori del contrassegno. Dall’altro lato, esso permette una semplificazione burocratica in linea con la generale transizione digitale in corso.

“Semplificare, digitalizzare e ridurre prassi inutili: anche così si migliora la qualità della vita, si tutelano i diritti e si realizza una effettiva inclusione”. Queste le parole del viceministro per le Infrastrutture e la Mobilità sostenibili, Alessandro Morelli, in linea con la posizione del ministro Stefani. In questo quadro, il garante della privacy non poteva che esprimere parere positivo, dando l’ok allo schema del decreto del Ministero.

Sport per disabili: Giochi senza barriere

A Torino il primo grande evento nazionale di sport integrato abili e disabili

Oggi venerdì 18 giugno, a Torino, avrà luogo la giornata interamente dedicata ai “Giochi Nazionali dello Sport Integrato”. Un progetto, frutto di un lavoro pluriennale, che vedrà la partecipazione di centinaia di atleti e tutor provenienti dalle regioni del Nord Italia. L’idea è di dare dimostrazioni pratiche delle attività di Sport integrato per combattere odio, razzismo e le diverse forme di discriminazione.

Sport integrato come strumento per fornire risposte concrete alle domande sociali contemporanee

“Cambia il tempo” è il Progetto di CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) che istituisce percorsi di formazione a fini di inclusione sociale. Infatti, tra le proposte messe in atto, si trovano attività scolastiche rivolte ai ragazzi del triennio delle superiori. Non solo: percorsi di formazione per gli insegnanti della scuola primaria e -soprattutto- laboratori di sport integrato.

A tal fine, si vuole inaugurare il “Polo dello Sport Integrato”: spazio dove praticare questi concetti di cultura attraverso incontri sociali. Intanto, oggi venerdì 18 giugno, avranno luogo -al PalaGrugliasco di via CLN 53- i “Giochi Nazionali dello Sport Integrato”. Quindi, a Grusgliasco, arriveranno centinaia di atleti e tutor dalle regioni del nord Italia per praticare danza, karate, circo e golf.

La volontà è di portare avanti un’idea di sport alternativo: qui l’attenzione non è sul risultato ma sull’atleta. Il fine: combattere odio, razzismo e forme di discriminazione verso quell’ “altro” che normalmente si tende a considerare “diverso”. Quindi, sport integrato a metafora della vita quotidiana: tutti devono avere adeguate opportunità di crescita, in un contesto che valorizzi le differenze personali.