Moreno Pesce Mountain Attack gruppo 2

Moreno Pesce ha sfidato la Mountain Attack

Moreno Pesce, atleta paralimpico, anche questa volta si è superato partecipando alla Mountain Attack.

La Mountain Attack è una competizione annuale di sci alpinismo austriaca che si svolge a Saalbach. Gli atleti in gara mettono a dura prova fisico e mente superando importanti salite innevate.

Il percorso è stato caratterizzato da neve, freddo e ghiaccio ma grazie anche a Luca, suo compagno di viaggio, è riuscito ad arrivare al traguardo con un tempo di 02:04.

Niente stradine, niente tracce altrui. Non c’era un’unica traccia. “La traccia la dovevo inventare io”. Continuavo a ripetermelo durante la salita del primo muro, oscillando al limite dell’equilibrio.

Molti skialp scivolavano cadendo giù. Dovevo in primis osservare cosa succedeva sopra di me prima di prendere la linea.

La pendenza non mi permetteva l’arresto.

Vogliamo chiudere con una frase dello stesso Moreno:

Quando le cose diventano difficili e sembra tutto impossibile, non lasciate spazio al giudizio altrui.

Chiudetevi in voi stessi e dimostrate con i fatti quello che siete.

 

 

 

Moreno Pesce scala una ferrata

Moreno Pesce, salita la ferrata della memoria

Come annunciato sabato 7 ottobre,  di buon mattino, Moreno Pesce, atleta paralimpico, in compagnia di Lio del Nes (guida emerita del Collegio Veneto) e del video maker Jacopo Bernard ha salito la Ferrata della Memoria, sopra Longarone che si snoda lungo la parete destra della Valle del Vajont, proprio di fronte a quella dove sessant’anni fa è avvenuto il terribile crollo del quale oggi si celebra la sempre dolorosa memoria.

Alla fine della ferrata Moreno ha rilasciato:

“Tutto bene, non ho fatto neanche troppa fatica, un paesaggio surreale, siamo saliti avvolti nel silenzio più totale rotto solo dai comandi tra me e Lio. I nostri occhi costantemente rivolti alla parete della frana che sta proprio di fronte alla linea della Ferrata della Memoria. Un bel lavoro di gruppo eravamo in quattro, abbiamo condiviso lo spirito doveroso di questa salita.
Sono sinceramente contento di aver scelto il confronto più umano che tecnico con questa ferrata perché è doveroso il tributo cosciente e continuo a tutte le vittime della tragedia del Vajont. Bisogna esercitare la memoria anche scalando in un ambiente che comunque trasmette molto di ciò che è successo. La roccia parla in silenzio”.

Immagini – Jacopo Bernard

Moreno Pesce scala una ferrata con corde

La ferrata della memoria, in ricordo della tragedia del Vajont

Era la notte del 9 ottobre 1963 quando un’immensa frana staccatasi dal Monte Toc precipitò nelle acque del bacino artificiale della diga del Vajont.

L’esondazione di quella massa d’acqua provocò la distruzione degli abitati sottostanti la diga tra cui Longarone ed altri paesi limitrofi cancellandoli per sempre, causando la morte di quasi 2000 persone, di cui oltre 450 erano bambini.

Il nostro amico Moreno Pesce, atleta paralimpico, ha deciso di affrontare l’impegnativa Ferrata della Memoria in ricordo di quella tragedia. La ferrata, inaugurata nel 2015, si sviluppa lungo la parete destra della Valle del Vajont, proprio di fronte a quella dove è avvenuto il crollo.

Moreno Pesce, salirà sabato mattina (7 ottobre), accompagnato dalla guida emerita Lio De Nes e dal video maker Jacopo Bernard. Il tracciato della Ferrata della Memoria, ha uno sviluppo aereo verticale di 700 m. e per un atleta amputato richiede un buon allenamento e soprattutto forza. Moreno Pesce conosce già la salita perché l’ha affrontata tempo fa come test tecnico test proprio con la sua guida di sempre, Lio De Nes.

Questa volta assumerà per entrambi un valore completamente diverso. La Ferrata della Memoria è stata ideata proprio per ricordare le persone che persero la vita nel tragico evento di sessant’anni fa.

Foto di Moreno Pesce

Moreno Pesce e compagni protagonisti del nuovo progetto CADINI EXPERIENCE

Moreno Pesce sarà il protagonista insieme ai compagni del Team3Gambe da mercoledì 12 luglio e fino a sabato 15 di un nuovo evento pensato per rendere protagonisti delle montagne che circondano Cortina anche le persone con disabilità. Nasce infatti “CADINI EXPERIENCE”, un evento inclusivo,  in collaborazione con Cortina 360, Fondazione Cortina e CAI Veneto.

A partire da mercoledì sera, Moreno e compagni faranno campobase prima a Cortina, poi a Misurina dove giovedì 14 saranno protagonisti di un trekking inclusivo, venerdì altro trekking su sentiero attrezzato (attrezzatura da ferrata) nel cuore del bellissimo gruppo dei Cadini di Misurina, con successiva cena e pernotto al Rifugio Città di Carpi dove saranno alloggiati tutti i partecipanti di questo nuovo evento.

“Quello dei Cadini di Misurina è un viaggio che da molti anni ho in sospeso con quelle montagne. Sono curioso di guardare i panorami che si possono ammirare dalle bellissime forcelle di quel gruppo dolomitico. Per me è un percorso interrotto a suo tempo e che punto a concludere. Un anello difficile. Non è un sentiero facile il Durissimi. Questo è il motivo per il quale ho chiesto il supporto e l’accompagnamento delle guide alpine.”

Il progetto Cadini Experience

Cadini Experience vuole dare una risposta al problema dell’invalidità lanciando un messaggio di inclusione e di avviamento allo sport. Il completamento del percorso attorno ai Cadini di Misurina da parte di un team di persone con e senza disabilità assumerà infatti un valore simbolico ben più importante di quello immediato, basato su concetti e valori quali:

-L’importanza della motivazione personale che permette di raggiungere obiettivi che appaiono quasi impossibili. La valutazione delle proprie capacità, che consenta di commisurare l’obiettivo alle possibilità. La montagna, reale in questo caso, può rappresentare, per chi deve cominciare il proprio percorso di attivazione e movimento, una semplice passeggiata. Preparazione, fisica e mentale, senza la quale nessun obiettivo può essere raggiunto. La centralità del supporto e di persone che si mettono a disposizione per lavorare in team, in spirito collaborativo e non competitivo. Il ruolo delle competenze e della prudenza, fondamentali per valutare la fattibilità di qualsiasi esperienza e poterla realizzare in modo professionale e sicuro.

La montagna fa bene ai disabili, il movimento anche

Le persone con disabilità sono spesso a rischio di isolamento e scarsa mobilità. Ciò può essere dovuto alla mancanza di informazioni e di supporto (logistico e motivazionale) che permetta di comprendere le proprie capacità e le opportunità sportive esistenti. L’assenza di movimento ha implicazioni non solo sullo stato di salute della persona ma sulla qualità di vita, intesa come benessere psicologico, soddisfazione e prospettiva.

Moreno Pesce

Missione compiuta!

Moreno Pesce e il Team 3Gambe hanno completato la salita sull’Etna!

Il nostro amico Moreno Pesce e i suoi compagni del Team 3Gambe hanno raggiunto, nell’unica vera giornata di sole di questa spedizione, i 2.920m della Torre del Filosofo. La vetta dell’Etna, era comunque interdetta per la ripresa dell’attività vulcanica. Il giorno successivo nonostante il maltempo sono saliti alla Cresta del Mulo.

“Abbiamo chiuso al top con tutti gli obiettivi raggiunti per ognuno di noi come ci eravamo prefissati. Possiamo dire, per tutti un sogno realizzato ed un incredibile risultato come team. Il giorno della salita ci sono state condizioni buone, la neve teneva e soprattutto abbiamo avuto un impatto fortissimo con la bellezza straordinaria dell’Etna. Torneremo presto perché ci ha affascinati! Tra l’altro il fatto che il vulcano sia in attività rende l’esperienza ancora più entusiasmante. Questa volta si sono mischiate davvero diverse situazioni di vita e salute regalando ulteriore valore a tutti!”.

Moreno Pesce e Team3Gambe sono stati accolti e supportati in queste intense giornate sull’Etna dallo splendido gruppo del CAI di Catania che si è occupato anche della loro logistica.

Il “Progetto Etna” è stato un banco di prova per tutti perché il vulcano oltre ad essere una montagna surreale come paesaggio presenta difficoltà ambientali oggettive a partire dal suolo lavico, certamente non comune, e l’itinerario scelto, prevedeva la salita proprio lungo la linea delle colate più recenti.

Moreno Pesce aveva il suo ovvero quello di raggiungere il punto più alto possibile e toccare con mano i punti di uscita del calore vulcanico e così è stato ma il fatto di averlo raggiunto con più persone del suo gruppo è stato un valore aggiunto. Salita all’Etna, banco di prova per varie disabilità, tipologie medico-sanitarie che hanno dato tutte riscontri positivi.

“Abbiamo chiuso al top – conclude Moreno – con voce entusiasta – anche con questo incontro emozionante tra Lio e Antonio Rizzo. Belle scommesse vinte per tutti, morale altissimo. Grande soddisfazione per la forza di questo gruppo. Certamente torneremo presto, anche per rivivere il calore non solo dell’Etna ma degli amici del CAI di Catania”.

[tratto da Comunicato Stampa Media PR]

 

Parlano di questa impresa:

La Nuova di Venezia e Mestre

TGR News

 

 

 

Moreno Pesce sull’Etna

Moreno Pesce ed il Team3Gambe sono partiti, come promesso, per l’Etna!

Dopo aver portato a termine la salita alla Forcella Staunies sulle dolomiti cortinesi l’aveva detto: il prossimo obiettivo sarà l’Etna! 

Moreno Pesce ed il Team3Gambe sono atterrati a Catania il 15 maggio e con il supporto logistico del CAI Sezione Catania faranno campobase al Rifugio Sapienza a Nicolosi – Etna Sud.

Cinque gli atleti del Team3Gambe (Cesare Galli, Massimo Cavenago, Moreno Pesce, Salvatore Cutaia, Valeria Masala) e un gruppo di accompagnatori volontari.

Il programma prevede in una prima fase l’utilizzo della funivia Etna,  che in pochi minuti di salita porta alla stazione a monte posta a 2.500m. per avere un primo contatto con il versante sud per poi affrontare un itinerario che prevede un primo tratto di discesa per poi risalire tutto il catino creato delle varie eruzioni che si sono susseguite dagli anni ’80 in poi fino ad oggi, per salire sul lato sinistro del vulcano lungo le tracce delle colate più recenti. Un dislivello complessivo di 450m. su terreno vulcanico.

Obiettivo di Moreno Pesce e del suo gruppo è raggiungere possibilmente tutti insieme i 2920m. della Torre del Filosofo.

Tra i sei compagni di Moreno Pesce, c’è anche Valeria Masala, unica donna del gruppo, non nuova a queste esperienze con il Team3Gambe. Lei doppia amputata al braccio e gamba SX cercherà di salire seguendo le sue capacità fino dove riuscirà lungo le pendici del vulcano.

 

Obiettivo raggiunto: La Forcella Staunies!

Moreno Pesce ha centrato anche questo obiettivo, la Forcella Staunies

Il nostro amico Moreno Pesce ed il suo team formato da Lio de Nes, guida alpina emerita e Jacopo Bernard, video maker, hanno completato un impegnativa sfida verticale: la Forcella Staunies nel cuore delle Dolomiti del Faloria/Cristallo, quasi un chilometro di salita verticale con tratti di pendenza al 67%.

“Obiettivo raggiunto,  è stata una salita molto bella fino ad una certa ora poi ha mollato a causa delle temperature alte e quindi affondavamo fino alle ginocchia. E’ stato bello ed emozionante! E’ stato come tornare “bocia”!”

Il prossimo obiettivo è l’Etna e poi si torna nelle Dolomiti.

Grande Moreno!

Moreno Pesce: ogni obiettivo raggiunto è solo un traguardo intermedio

Il nostro amico Moreno Pesce, conclude un’altra impresa in vetta.

Non è il traguardo di oggi l’obiettivo. Ma quello che deve ancor arrivare. Perché ogni obiettivo raggiunto è solo un traguardo intermedio.

Moreno Pesce, atleta paralimpico a conclusione della sua impresa rilascia questa bella intervista annunciando nuovi traguardi già da questo mese: scalare l’Etna!

In vetta al Monte Emilius contro il climate change

“La nostra sfida non si ferma. Siamo pronti ad abbattere la montagna psicologica della disabilità affrontando le montagne vere, nel nome di una missione che ci unisce, la lotta al climate change, per ribadire una risposta che chiediamo tutti da anni: ridurre le emissioni di gas serra”

L’ennesima impresa del nostro amico Moreno Pesce che ha scalato il Monte Emilius mt 3559 in Valle d’Aosta.
Raggiungere la cima della montagna è la dimostrazione che come nessuna vetta è impossibile da raggiungere, la lotta per salvare il pianeta dal climate change non è impossibile: “Le mie gare sono prima di ogni cosa una sfida con me stesso. Quando gli organizzatori mi permettono di partecipare è un piacere arrivare al traguardo. Prima ero il solo disabile. Ultimamente, alcuni amici di “gamba”, mi fanno compagnia. E’ un piccolo successo vederli con me a “gareggiare” su questi terreni”.

 

Moreno Pesce sale la Tofana di Mezzo

Mercoledì 30 agosto 2022 Moreno Pesce accompagnato dalla guida alpina Lino De Nes e dal video maker Jacopo Bernard è partito dal Rifugio Pomedes per raggiungere i 3.244 m. della Tofana di Mezzo.

Moreno ha voluto salire la Tofana di Mezzo in occasione dei 25 anni dell’incidente che lo ha costretto a convivere con la protesi ma che non gli ha impedito di affrontare difficoltà alpinistiche sempre più impegnative.

La salita affrontata è stata fin da subito fra le più impegnative sia per l’inclinazione del percorso in ferrata che per il meteo non particolarmente favorevole, al punto che è stata fatta una variante rispetto al percorso previsto.

Queste condizioni non hanno impedito di raggiungere la cima e di fare un brindisi in questa giornata speciale.

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