Riforma della Disabilità: al via la nuova fase di sperimentazione INPS

Negli ultimi mesi sta prendendo forma la riforma della disabilità, un progetto ambizioso che mira a semplificare e migliorare il sistema di accertamento della condizione di disabilità in Italia.
Dal 30 settembre 2025 è partita la seconda fase di sperimentazione del nuovo modello di valutazione, coordinata dall’INPS e prevista dal Decreto Legislativo n. 62/2024, attuativo della Legge Delega 227/2021.

Il nuovo sistema punta a superare l’attuale frammentazione delle procedure, introducendo una valutazione unificata e più attenta ai reali bisogni della persona. L’INPS diventa l’ente di riferimento per la cosiddetta “valutazione di base”, mentre un’équipe multidisciplinare affiancherà il cittadino nella costruzione del proprio progetto di vita personalizzato, in collaborazione con i servizi territoriali e sanitari.

L’obiettivo è quello di ridurre i tempi di attesa, eliminare le duplicazioni e garantire un approccio più umano e integrato. La sperimentazione, già avviata in alcune province pilota, viene ora estesa ad altri territori per raccogliere dati e migliorare ulteriormente il modello prima della sua applicazione a livello nazionale.

Cosa cambia per i cittadini

  • Un solo ente di riferimento: l’INPS diventa l’unico soggetto incaricato di gestire la valutazione di base della disabilità.
  • Procedure più semplici: le visite e le pratiche saranno integrate, riducendo tempi e duplicazioni.
  • Progetto di vita personalizzato: ogni persona potrà contare su un piano individuale che tenga conto dei propri bisogni, obiettivi e potenzialità.
  • Equipe multidisciplinare: medici, assistenti sociali e professionisti lavoreranno insieme per una valutazione completa.
  • Fase sperimentale in corso: la riforma è in prova in diverse province italiane, prima dell’estensione a tutto il territorio nazionale.

Questa riforma rappresenta un passo importante verso una maggiore inclusione e partecipazione sociale delle persone con disabilità, mettendo al centro la persona e non la sua condizione.

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