La banca dati sul collocamento mirato diventa operativa

Continua il processo di riforma nel panorama legislativo italiano in materia di disabilità, in questo caso con un’attenzione specificamente rivolta all’ambito delle assunzioni.

A seguito dell’approvazione del ddl delega sulla disabilità, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha firmato il decreto attuativo che rende finalmente operativa la banca dati sul collocamento mirato.

Questa banca dati, il cui scopo è essenzialmente la razionalizzazione della raccolta dati per semplificare e migliorare il collocamento mirato, è stata introdotta dall’art. 8 del D. Lgs. 151/2015 (che modificava la precedente legge n. 68 del 12 marzo 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”).

I contenuti del decreto in breve

La banca dati raccoglie una vasta gamma di informazioni concernenti i datori di lavoro e i lavoratori con disabilità. L’interazione di questi dati permetterà di individuare in modo più rapido ed efficace i lavorati affetti da disabilità che sono idonei a ricoprire determinate posizioni lavorative.

Tra le informazioni che le aziende sono tenute a comunicare rientrano tutti gli adeguamenti adottati per l’assunzione di persone con disabilità e le informazioni relative ai dipendenti già impiegati (in particolare i dati anagrafici e i dati relativi al rapporto contrattuale in essere), nonché le “schede di valutazione” delle capacità, delle competenze e delle inclinazioni dei lavoratori disabili impiegati.

Il decreto definisce inoltre l’obbligo per le aziende con almeno 15 dipendenti di assumere un disabile, e prevede anche una serie di eccezioni che sollevano l’azienda da tale obbligo (cc.dd. cause di sospensione o di esonero).

Infine, bisogna evidenziare che il successo di questa banca dati è strettamente connesso alla collaborazione e interconnessione con le banche dati dell’INAIL (per i dati sul reinserimento e l’integrazione lavorativa dei disabili) e dell’INPS (per gli incentivi alle assunzioni) in primis, ma anche con altre tipologie di banche dati quali, a titolo esemplificativo, quelle regionali e provinciali (per le informazioni sugli incentivi e sulle agevolazioni esistenti), e quella dei percettori di misure a sostegno del reddito.