Lombardia: presentato progetto di legge per supportare la vita indipendente delle persone con disabilità

In Lombardia nasceranno delle strutture sociali e professionali, i «Centri per la vita indipendente», finalizzati alla creazione di percorsi di vita indipendente per le persone con disabilità. I centri saranno dei luoghi dove analizzare le proprie possibilità per definire e costruire il proprio futuro.

Il progetto di legge, presentato martedì 17 maggio a Palazzo Pirelli, è stato sottoscritto da tutti i membri dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Il progetto riguarda le politiche di welfare sociale regionale finalizzato al riconoscimento del diritto all’inclusione sociale e all’indipendenza.

Verranno messi a disposizione 750mila euro per il 2022

Per il 2022 verranno messi a disposizione 750mila euro. Per i due anni successivi, invece, verranno messi a disposizione un milione di euro per ciascun anno. Il testo del progetto di legge passa in Commissione, e, secondo il presidente Alessandro Fermi, approderà nell’aula del consiglio regionale «già dopo l’estate».

Alessandro Manfredi, presidente Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), precisa che: «Adesso discuteremo se questi Centri per la vita indipendente nasceranno in ogni distretto. Rimane comunque un testo che anticipa in Lombardia quello che sarà poi implementato a livello nazionale con la Legge delega sulla disabilità».

Oggi, la maggior parte dei servizi rivolti alle persone con disabilità puntano all’assistenza personale, senza investire veramente nei processi di inclusione sociale. Il progetto di legge, invece, si pone tre principali obiettivi, che corrispondo a quelli che troviamo nella Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

In primo luogo, è fondamentale poter scegliere dove e con chi vivere. Poi, è necessario avere libero accesso ai servizi a domicilio, a quelli residenziali, e a tutti quei servizi di sostegno evitando di restare isolati. Infine, la fruizione delle strutture e dei servizi sociali deve essere adattata ai bisogni della singola persona.

Il testo si rivolge ai maggiori di 14 anni che hanno un’invalidità certificata, che non deve essere inferiore al 46%. Manfredi sottolinea l’importanza del lavoro per raggiungere la propria indipendenza: «Si stanno aprendo grandi scenari, anche grazie alle risorse del Pnrr. Sono state prodotte, ad esempio, le linee guida per il collocamento mirato, che erano già all’interno della legge 151 del 2015 ma mai attuate. Quindi con queste nuove prospettive speriamo vengano messi a terra progetti importanti».

Alessandra Locatelli, assessore regionale alla Disabilità, spiega che «mettere tutti questi aspetti a sistema vuol dire garantire alle persone con disabilità e alle loro famiglie un sistema intorno e un progetto che li accompagna tutta la vita».

La posizione è sostenuta anche da Dario Violi del Movimento 5 Stelle: «Il percorso per arrivare a questo pdl è stato lungo, ma serve a sottolineare che non ci può essere inclusione senza indipendenza e con questo cambio di approccio si potrà fornire un sostegno a 360 gradi, non più solo per dei pezzetti del percorso».

Per ogni progetto individuale verrà redatta una Valutazione Multidimensionale. Si tratta di un fondamentale momento di coprogettazione, in grado di coinvolgere la persona con disabilità attraverso il supporto delle competenze presenti in ambito sociale e sociosanitario.

Conclude Manfredi: «Questo pdl è un primo passo ed è un risultato che non era per niente scontato. Dall’inizio della legislatura inoltre abbiamo sottoposto alla giunta regionale la richiesta che venga istituito un fondo unico per le disabilità e so che ci stanno lavorando, creando anche un coordinamento tra i diversi assessorati coinvolti e auspichiamo che possa arrivare presto».