Bottan incontra Famiglie e Abilità

La prima volta che abbiamo sentito parlare di Famiglie e Abilità è stato quando abbiamo visto il volantino dell’Associazione affisso alla cassa di un negozio della Riviera. Di lì in poi la nostra curiosità ha avuto il sopravvento, e, rapidamente, siamo riusciti a metterci in contatto con Alessandra Boran, presidente dell’Associazione. Ciò che ne è scaturito è un’intervista “fiume”, ricca di passione, di entusiasmo e di speranza che cerchiamo qui di trasferire in caratteri, con l’auspicio che queste parole arrivino forti quanto sono arrivate a noi.

Ciao Alessandra, vuoi raccontarci qualcosa circa la realtà di Famiglie e Abilità?

Ciao, sì… la nostra associazione nasce ormai quasi dieci anni fa, quando ancora eravamo un piccolo gruppo di genitori di bambini con disabilità. Adesso, siamo un’ottantina di famiglie residenti in Riviera del Brenta, nel Veneziano e nel Padovano. In origine, il nostro intento era di avere vicino ai nostri comuni di appartenenza dei professionisti che ci aiutassero a dare ai nostri figli tutte le terapie necessarie per la loro autonomia.

Quindi vi siete uniti per raggiungere insieme un obiettivo comune?

Esattamente, per unire le nostre forze ed i nostri diritti. Ed ora siamo una realtà molto più ampia, molto ben consolidata e radicata nel territorio.

Dunque, oltre ad essere presenza simbolica, svolgete azioni tangibili…

Certo, Famiglie e Abilità realizza progetti nel territorio. La nostra mission è aiutare le famiglie dando loro la possibilità di avere professionisti eccellenti che potenziano le abilità dei figli ma contemporaneamente agire sul territorio affinché sia sempre più dato loro il valore e l’accoglienza di cui hanno diritto attraverso corsi di formazione e informazione sull’autismo e sulla disabilità intellettiva.

Così sono nati gli orti…

OrtoLab nasce ad aprile 2021 con 6 ragazzi e un gruppo di volontari e assieme lavorano per ottenere i frutti della terra. Lavorano, si sporcano, usano le mani e producono risultati. Questa attività, che si trova a Camponogara ha avuto dalla zona una risposta incredibile. Pensate che inizialmente l’idea era quella di un’attività temporanea: doveva concludersi con il raccolto estivo. Invece i volontari hanno chiesto di poter continuare il lavoro anche durante l’inverno, senza i nostri sei ragazzi, che adesso hanno ripreso la scuola. Dunque, ad aprile si riparte tutti insieme. Ma il terreno dove sorgono gli orti sarà acquistato e proprio lì verrà costruita una struttura lavorativa per i ragazzi con disabilità, Ability Lab.

Risultati eccezionali. Ma la risposta del territorio si è ottenuta anche da parte di molte attività commerciali, con Disability Friendly. Perché dal nome si direbbe che ci sia un legame con la vostra associazione…

[ride] Disability Friendly è un progetto nato dalla collaborazione tra Famiglie e Abilità e l’Associazione Oltre il Muro. E’ un progetto che attuiamo grazie alle richieste dei Comuni locali per sensibilizzare la cittadinanza, attraverso i suoi commercianti. Dal punto di vista pratico, vengono fissate delle date in cui siamo chiamati a dare strumenti e suggerimenti affinché le persone con disabilità intellettiva possano sentirsi accolte e valorizzate nel momento in cui entrano in un esercizio commerciale.

E poi?

Poi ci presentiamo negli esercizi aderenti, direttamente nella loro attività, e offriamo gli strumenti per essere certificati Disability Friendly.

Non sembra complicato…

Non lo è. Dal punto di vista della disabilità intellettiva, pochi e piccoli accorgimenti fanno una grande differenza per la fruibilità di un luogo. Pensate che bastano delle immagini raffiguranti quello che ci sarà dietro la porta, un disegno accanto alla scritta (che in molti casi c’è già, come alle corsie del supermercato) per far comprendere la realtà ad un bambino o ragazzo autistico, rassicurandolo ed evitandogli crisi anche importanti.

Ma voi svolgete un ruolo anche nel panorama turistico della zona…

Con il progetto Turismo inclusivo. Grazie alla disponibilità di alcuni gestori e proprietari di ville della Riviera del Brenta abbiamo iniziato un percorso di certificazione Disability Friendly anche delle strutture turistiche. Abbiamo fatto formazione con sei webinar a quaranta guide turistiche interessate e stiamo proponendo loro di mettersi concretamente in gioco per sperimentare con i nostri ragazzi dei tour realmente inclusivi riguardo la disabilità cognitiva, motoria e sensoriale.

Questa non la sapevamo…

La formazione offre alle guide tutte quelle strategie comunicative proprie della CAA che si basa in prevalenza sull’utilizzo delle immagini: un soggetto disabile cognitivamente comprende per immagini e su quelle è necessario lavorare per dargli la possibilità di fruire serenamente di musei, ville, parchi, un turismo inclusivo a 360°

Tornando all’associazione e ai vostri figli, quant’è importante un intervento precoce?

Noi sappiamo, perché l’abbiamo vissuto e lo viviamo ogni giorno: la diagnosi è per sempre. Ma una diagnosi precoce ed un intervento precoce possono migliorare radicalmente la vita del figlio. Non c’è da disperarsi ma da darsi da fare, tanto e subito.

Come?

Cercando aiuto: da soli il dolore è troppo grande da superare. Ed è per questo che noi siamo nati, per darci sostegno per non sentirci soli e non far sentire soli le mamme e i papà che sono nella nostra situazione.

In ultimo. C’è qualcosa che si sentirebbe di dire ad un genitore che magari ha da poco ricevuto la diagnosi del figlio e non sa bene che cosa fare?

Certo, non lasciate che la disperazione prenda il sopravvento. Vi sentirete unici al mondo, che il vostro dolore nessuno l’ha mai avuto. E tutto questo è lecito. Ma il bene di vostro figlio è l’accettazione e la tempestività dell’intervento. Si tratta di uno stop temporaneo; poi dovrete ripartire. La strada non sarà quella che pensavate, ma non per questo sarà meno bella. Non immaginate nemmeno cosa vi farà scoprire vostro figlio durante questo lungo cammino. E’ importante che sappiate aprire gli occhi, per il suo e per il vostro bene.

Ed infine, tutto può essere superato. Ricordate che non siete soli.

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